Atti dell'Accademia Properziana del Subasio

Gli Atti dell’Accademia Properziana del Subasio nascono – a stampa – nel 1895 quali resoconti periodici dell’attività scientifica e letteraria dei membri dell’Accademia e di noti studiosi e amici. Sul principio si trattò di rendere pubblico il materiale che, nel corso delle loro “tornate”, essi erano soliti condividere all’interno del sodalizio e conservare manoscritto nella biblioteca e nell’archivio. 


In oltre un secolo di vita, il carattere periodico della pubblicazione, sempre mantenuto, non è andato però di pari passo con quello della regolarità nell’uscita. Pertanto è recente (2019) la dotazione di codice ISSN e di una cadenza annuale nella sua pubblicazione, come sono recenti i criteri adottati nella selezione e pubblicazione dei diversi contributi. 


Tutti i testi proposti all’Accademia Properziana per la pubblicazione negli “Atti” sono preventivamente vagliati dal Comitato editoriale, dal Comitato scientifico e da lettori anonimi (referees) scelti in base alle competenze disciplinari, nell’anonimato loro e dell’autore.


I giudizi dei lettori anonimi non sono pubblici ma vengono archiviati e conservati a garanzia dell’operato del Comitato editoriale, responsabile ultimo della scelta se pubblicare o meno ciascun contributo.

Storia degli Atti dell’Accademia

La prima pubblicazione a stampa degli «Atti dell’Accademia Properziana del Subasio» risale al 1895. Nel 1884 il Consiglio direttivo aveva deciso di avviare la pubblicazione periodica a stampa di quanto prodotto nel corso delle riunioni, assegnandole il nome– corretto, vista la sua finalità – di “Atti Accademici”. Sino a quel momento la produzione culturale dei subasiani, avviata a partire dalla prima istituzione dell’Accademia (1516) e quasi ininterrottamente proseguita sino a oggi, era rimasta fino allo scorcio finale del XIX secolo prevalentemente manoscritta e non sempre conservata con cura. Gli interessi culturali degli Accademici del Subasio, che avevano “preso abito e carattere diverso secondo la varia indole dei vari periodi storici”, sul finire del XIX secolo si erano “volti[...] alla critica e alla storia” recependo le tendenze culturali allora in corso nel panorama italiano ed europeo e in accordo da un lato con la sensibilità storiografica dell’epoca, dall’altro con quella politica. Nella nota 'Ai Lettori' che introduceva il primo numero a stampa degli Atti (1895), è però apertamente dichiarata l’originaria intenzione di lasciare a una istituenda Società storica umbra, che avesse sede a Perugia, il compito di pubblicare le memorie patrie, le fonti e i documenti storici, cui già da tempo gli accademici avevano in animo di dedicarsi: in particolare la pubblicazione di un Codex diplomaticus Asisiensis, ovvero l’edizione critica di tutti i documenti attinenti alla storia del comune medievale e delle chiese assisiati:

Oggi che gli studi sono volti massimamente alla critica ed alla storia, il Consiglio Accademico aveva deliberato di pubblicare i documenti della storia di Assisi formando una specie di Codex diplomaticus Assisiensis. Ma siccome una opera di tal natura avrebbe richiesto una spesa non lieve, e non si sarebbe potuta recare a compimento se non dopo un lungo spazio di tempo, senza volere abbandonare l’impresa, si rifletté che questa sarebbe stata assai meglio affidata ad un’associazione più poderosa di mezzi economici e scientifici; e si concepì il disegno di promuovere una Società Umbra di studi storici [...] nella gentile e dotta Perugia [...].



È forse opportuno sottolineare l’ambizione di un simile programma di studio, a oggi non ancora attuato, per far comprendere l’apertura e la sintonia degli accademici di allora con la temperie culturale italiana dell’epoca: data ad esempio al 1883 la fondazione per Regio decreto dell’Istituto Storico Italiano, con sede a Roma, «allo scopo di dare maggiore svolgimento, unità e sistema alla pubblicazione de’ fonti di storia nazionale, e di promuovere segnatamente quei lavori preparatori, che, per essere di interesse generale, eccedono i limiti, gli intenti, non che i mezzi delle Deputazioni e delle Società storiche regionali». In quel torno di anni (1894) nacque effettivamente la Regia Deputazione di storia patria umbra e numerosi dei suoi aderenti, come accade ancora oggi, erano membri dell’Accademia Properziana: tra costoro si segnalano Filippo Sensi, tra i fondatori della Deputazione; lo storico Antonio Cristofani; Giuseppe Pennacchi, senatore e segretario dell’Assemblea costituente della Repubblica Romana del 1848; i noti studiosi e storici assisani Leto Alessandri, Alfonso Brizi e Leone Leonelli.

Dal canto loro, gli Atti dell’Accademia Properziana del Subasio hanno iniziato la loro vita, ormai più che secolare, con il primo volume edito nel 1895. Da allora, pur rispondendo a sollecitazioni mutate nel corso del tempo, nella sostanza essi hanno mantenuto invariate le proprie finalità culturali. Esaminando gli indici della rivista, si ha un quadro degli interessi di studio perseguiti nel tempo dagli accademici: di natura storica; pubblicazioni di fonti documentarie e archeologiche; indagini letterarie su testi italiani e latini; sul Francescanesimo; di storia dell’arte; di storia del pensiero e della filosofia, e ancora ricerche sull’agricoltura, sulla geologia, sulla flora e la fauna del Monte Subasio; qualche lirica. Il taglio della rivista, inoltre un secolo di attività, è rimasto coerente con le proprie origini,con maggiore apertura, in specie nel primo dopoguerra e nei primi anni ’70, verso problemi di attualità locale, come la gestione del Monte Subasio o dell’economia cittadina.

Ad ogni buon conto, seppure in maniera non sempre puntuale e continuativa, la pubblicazione della rivista ha compiuto e superato i centoventisei anni di vita qualificando l’Accademia Properziana, come uno dei più antichi editori d’Italia. A partire dagli anni’90, con la fondazione del periodico quadrimestrale «Subasio», gli «Atti dell’Accademia» si sono svincolati da problematiche di immediata attualità o di breve periodo e hanno recuperato il carattere documentario e scientifico degli studi nei vari ambiti di interesse dell’Accademia, contribuendo così, allo stesso tempo, a mantenerne autorevole la voce nel campo della cultura e delle arti. È prerogativa degli Atti un approccio specialistico alla conoscenza, in una prospettiva che ha caratterizzato i lunghi anni della direzione di Francesco Santucci, attraverso una stretta collaborazione con la Deputazione di storia patria per l’Umbria e con il mondo delle Università. Nel mese di ottobre del 2018, il Consiglio direttivo ha dovuto accogliere le dimissioni del Prof. Francesco Santucci dopo circa 35 anni di direzione della rivista. Il Consiglio ha ritenuto che il modo migliore per esprimergli la dovuta riconoscenza fosse quello di proseguire lungo il solco da lui tracciato e infondere nuove energie a servizio degli “Atti”.

Sono stati pertanto nominati due co-direttori, nelle persone di Chiara Coletti e Daniele Sini, e costituito un nuovo e più nutrito comitato di redazione,composto da Giorgio Bonamente, Paolo Capitanucci, Damiano Frascarelli, Flavia Marcacci, Lucia Pallaracci, Cristina Roccaforte e Simone Sisani.

Su mandato del Consiglio direttivo, la redazione ha provveduto ad adeguare la rivista ai moderni sistemi di conduzione delle testate scientifiche: l’ha pertanto dotata del codice ISSN – ad affiancare la registrazione della rivista presso il Tribunale di Perugia, risalente al 1954; ha costituito un comitato scientifico che possa fungere da indirizzo e guida della redazione; ha assunto le più moderne prassi di revisione dei contributi – affidate a specialisti delle varie discipline – secondo la modalità cosiddetta ‘a doppio cieco’ ovvero nell’anonimato sia dei revisori che dell’autore. Intento della redazione è quello di adeguarla ai più aggiornati criteri di gestione, che ne possano garantire il carattere scientifico e il valore, nella prospettiva del contributo offerto dall’Accademia alla cittadinanza.

La rivista mantiene il carattere multidisciplinare; nel rispetto della linea storicamente tenuta dagli Atti, la redazione si propone– seppure senza una cadenza preordinata – anche sezioni o numeri in parte o interamente monografici. Si è deciso di ampliare lo spazio destinato alle recensioni di libri, mostre e pubbliche presentazioni,cercando di rendere conto delle più significative iniziative culturali sul territorio e, magari, di offrire un contributo critico sul tema.

Con la nuova serie IX, il cui numero 1 è uscito nel 2019, si vuole realizzare l’auspicio di contemperare le differenti ‘anime’ – della tradizione e dell’aggiornamento, dello specialismo scientifico e insieme l’apertura alla città e alla cerchia più ampia degli accademici – contribuendo a far crescere la conoscenza, il coinvolgimento e la consapevolezza della cittadinanza delle iniziative culturali proposte sul territorio. 

Ad multos annos!

Casa Editrice:

Edizioni Quasar di Roma

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